Violenza invisibile : abusi psicologici e fisici a danno delle donne

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Violenza invisibile è un film documentario uscito nel 2015, realizzato da Silvia Lelli e Matilde Gagliardo, il cui tema centrale è la violenza sulle donne

Il film è realizzato sulla base di una ricerca antropologica, e sempre in forma antropologica è stato concepito e montato (cioè senza voce narrante, con troupe ridotta al minimo per non “spaventare” né “falsare” le opinioni degli intervistati, e ambienti reali non modificati durante il montaggio).

Il documentario Violenza invisibile parla sì di violenza di genere, ma non si sofferma solo sulla sua forma più evidente, quella che lascia i lividi se non cadaveri. Insomma, non si focalizza sulla violenza fisica. Cerca invece di spiegare il pericolo di una violenza psicologica reiterata, che risiede in piccoli gesti ed atteggiamenti. Quella impercettibile che quasi passa inosservata o, fin troppo spesso, viene scambiata per “ironia”. Quella che è persino difficile da riconoscere da chi la subisce.

DONNE E SOCIETÀ : La violenza invisibile

Violenza sulle donne - violenza invisibile

Attraverso i racconti delle persone, sia vittime che carnefici (cioè, uno solo, ndr), psicologi,  e le riprese di laboratori didattici e terapeutici, emerge con chiarezza l’esigenza di parlare di questo argomento. L’omertà, come spesso accade, rende fertile il terreno al perpetuarsi d’abusi, ed è il primo atteggiamento da combattere affinché le cose cambino.  Le donne che subiscono violenza, anche nei casi i più gravi, faticano a denunciare. Le ragioni sono molteplici, e di studi a riguardo ve ne sono tanti. Quel che è certo è  che viviamo in una società che, nonostante creda d’aver raggiunto grandi obbiettivi, è tendenzialmente rimasta maschilista, ed essere donna è difficile, più di quanto, probabilmente, possano rendersi conto le dirette interessate.

Gli esempi sono innumerevoli: dai concorsi di bellezza per bambine, ai cliché presentati come battute (che però diventano quasi credenza popolare) , agli insulti sessisti che, puntualmente, una donna si vede rivolgere per azioni di tutt’altro tipo: i social network pullulano d’auguri di stupro ed altre oscenità, utilizzati come mezzo argomentativo per criticare una persona.

Tornando strettamente al film, le donne protagoniste de la Violenza invisibile, benché lo siano a tutti gli effetti, non appaiono come vittime: fiere, forti, hanno ritrovato la loro dignità e non hanno paura di lottare, denunciare, non hanno paura di parlare!

Il documentario dura tanto, quasi due ore, ma avendo una suddivisione in capitoli chiara e netta, fortunatamente, è possibile guardare le quattro parti che lo compongono nell’ordine che più si preferisce: Pensieri Comuni, Donne, Uomini, Politiche e Teorie.

Violenza invisibile nasce dalla partecipazione di una delle due autrici ad un progetto italo-portoghese, (progetto VAVME, 2010) nato dall’unione del Laboratorio Immagine Donna di Firenze (Italia) e l’Associazione Presença Femminina di Funchal, Madera (Portogallo), in poche parole si trattava di un progetto di scambio offerto ai volontari di entrambe le associazioni, finalizzato ad ampliare conoscenze pratiche e teoriche dei loro operatori.