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Giovani in piazza per dire “Never Again” all’uso delle armi

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Mandatory Credit: Photo by SHAWN THEW/EPA-EFE/REX/Shutterstock (9475179p) A participant protests on Pennsylvania Avenue prior to the March For Our Lives in Washington, DC, USA, 24 March 2018. March For Our Lives was organized in response to the 14 February shooting at Marjory Stoneman Douglas High School in Parkland, Florida. The student activists demand that their lives and safety become a priority, and an end to gun violence and mass shootings in schools. March For Our Lives in Washington, USA - 24 Mar 2018

Un vero e proprio fiume di giovani partito da Washington per chiedere un cambiamento, per dire un fermo NO alle armi.

Più di 800mila ragazze/i sfilano, si fanno vedere, sono loro i futuri elettori e loro chiedono di cambiare rotta.

Lo scorso 14 febbraio un giovane ha ucciso 17 coetanei a scuola. Accadeva in florida e più precisamente a Parkland.

I sopravvissuti di quella strage sono gli organizzatori di March for our live, Marcia per la vita.

Molti di loro voteranno tra il 2018 e il 2020, chiedono di essere rappresentati. Urlano “Politici rappresentateci o andate via”. Dal palco lo urla Cameron Kesky.

Sono gli stessi giovani che reputiamo lontani dalla politica, presi solo dai selfie e assettati di social quelli che hanno letteralmente invaso Washington con una richiesta molto precisa.

Non accade solo a Washington, ma in tantissime piazze: New York, Boston, Chicago, Seattle, Denver, Los Angeles, Atlanta, Minneapolis.

Arriva anche a Roma, Firenze, Milano, Londra, Parigi, Tokyo, Madrid un evento che ha saputo far sentire la sua voce in tutto il mondo.

Tutti questi giovani hanno usato la rete per unirsi e organizzarsi in questa richiesta di cambiamento che ha saputo unire tante diversità, culturali in primis.

George Clooney a Washington si dichiara orgoglioso da Washington

Proprio in una piazza qui vicino il caro amico john lennon veniva ucciso con un’arma da fuoco

La Casa Blanca elogia i numeri giovani americani che stanno esercitando i loro diritti.

Il dibattito sulle armi da fuoco negli USA si è acceso dopo la tragedia, timide misure vengono annunciate anche se l’esperienza americana purtroppo ci ricorda una cosa banale ma vera: Chi ha le armi, prima o poi le usa.

Non è un caso infatti che gli Stati con più armi da fuoco sono quelli in cui si consumano omicidi violenti e suicidi.

No, non è un caso.

 

 

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