Violenza Domestica: il fenomeno

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violenza domestica

La violenza domestica è quel tipo di azione volta o a condannare una donna al silenzio assenso o a piegarne in maniera più o meno brutale l’autonomia e la libertà d’espressione. Molte persone fanno risalire tale tipologia di violenza ai tempi moderni mentre un altra teoria la fa risalire alla nascita del sistema patriarcale, anche perché è da questo che – parallelamente – nasce anche il concetto di stupro e la divisione di uomini e donne rispettivamente superiori (gli uomini) inferiori (le donne) tanta letteratura e antropologia maschile e patriarcale ci parla di questo, ovvero di una presunta inferiorità femminile.

Testi Sacri e la sedicente inferiorità femminile

Non meno importante nel contesto sociale sono i testi sacri di diverse religioni che sottolineano in più contesti e parti quella che sarebbe l’inferiorità della donna nella società. Qualcuno potrebbe obiettare che tali testi risalgano a tempi molto antichi. Vero, ma allora per quale misteriosa ragione tali frasi tipo:

genesi Cap.3: E alla donna disse: Sarai sotto la potestà del marito ed egli ti dominerà

Oggi tale concetto è stato abolito – quello della dominazione – ma persiste comunque un dislivellamento di potere tra uomini e donne non a caso il dio unico è sempre un uomo. Quindi chi ha potere è un uomo. Per comprendere meglio lo scenario culturale nel quale tale concezione si muoveva un link ben la illustra.

Ma tra allora e oggi in concetto di possesso è cambiato?

Eccola la domanda giusta da farsi e a questa vanno associate altre due domande, l’uomo che usa violenza verso la fidanzata e/o la moglie o la sorella o la madre ha quel concetto espresso nella genesi? Ancora oggi? La risposta a queste due domande è si purtroppo. E quindi per rispondere all’altra domanda, quella del titolo/paragrafo il concetto di possesso della persona – della donna nello specifico – non è cambiato. Probabilmente oggi fa più clamore perché in una specifica parte dell’opinione pubblica la violenza di genere rivolta verso le donne viene vista come qualcosa di inconcepibile e legata a sedicenti tempi moderni appare ancor più repellente, ma è una parte di persone che la pensa così, poi c’è una zona grigia quella che non si eprime al riguardo o che giustifica taluni atti di violenza mettendo questi su un piano diverso rispetto alla brutalità di un omicidio e infine ci sono quelli che la agiscono tale violenza e lo fanno con diversi mezzi:

  • Esercitando violenza psicologica continuativa nei riguardi delle donne
  • Picchiando le donne
  • Facendo stalking
  • Stuprando
  • Uccidendo le donne

Una precisazione riguardo a quella che ho definito come la zona grigia. Magari qualche persona che si ritrova a leggere questo articolo potrebbe dire che effettivamente uno schiaffo non è paragonabile al dare fuoco ad una giovane donna, ma gli schiaffi sono però l’anticamera di una violenza successiva più brutale, è così da sempre per ciò che riguarda la violenza domestica, alcuni dati internazionali parlano anche di quest’ultimo aspetto. Nello slide Scribd del link, noterete alla seconda pagina questa frase:

Gli atti di violenza subiti coprono – su un campione di 20,264 donne intervistate nel 2004 – un ampio ventaglio sia in termini di gravità che di frequenza: il 31% delle donne, sino a quel momento, ha subito una sola violenza per mano del partner, – si parla di coppie esclusivamente eterosessuali – il 36% da due a dieci episodi, il 33% da più di dieci episodi a oltre 40 episodi.

Queste violenze che siano esse psicologiche o fisiche non riguardano solo una determinata classe sociale, sono trasversali alle stesse classi e le attraversano perché il concetto di proprietà legato ad una persona appartiene all’operaio come all’imprenditore. Il testo prosegue calcolando che la violenza domestica può essere subita anche dagli uomini (gelosia, diffidenza, violenza psicologica) ma comunque questa non arriva – se non in rarissimi casi – all’omicidio. Entrambi i tipi di violenza sono comunque figli del concetto di proprietà che un partner lega alla persona con cui sta. A seguire ancora nello slide-testo Scribd c’è anche un sondaggio Istat del 2006 (pag.4) dove viene analizzata esclusivamente la violenza domestica a danno delle donne.

Dei Modelli Relazionali Sbagliati

In generale quello che emerge da una serie di studi che è stata raccolta e pubblicata nel link sopra esposto è che ci sono una serie di relazioni che generano e alimentano in tempi successivi delle reazioni e dei comportamenti violenti. Il tutto parte dal rapporto genitori-figli e dall’autorità per come i primi agiscono questa sui secondi. Poi c’è la società, ci sono fenomeni come il bullismo e altre situazioni che instillano un concetto che si salda con quello di proprietà: Prendi e Preserva, questo il concetto, ma le persone nascono libere però…

L’immagine di questo post è una slide che parla del perché molte donne non si ribellano alla violenza domestica e le ragioni sono anch’esse riconducibili al concetto di proprietà e di misoginia che sono abbracciati purtroppo anche da molte donne.