Razzismo una parola che racchiude vari fenomeni sociali

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  • Il razzismo è una forma discriminatoria che si basa sull’odio verso l’etnia di una persona, non è l’unica forma discriminatoria esistente, ce ne è un altra che si basa sul sesso di nascita di un individuo, e sull’odio verso quel sesso, questa forma di odio si definisce come sessismo.
  • È bene leggere ciò che il Treccani online scrive sul razzismo:
  • – Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione, e intesa, con discriminazioni e persecuzioni contro di queste, e persino con il genocidio.
  • Sandro Pertini disse che era sugli affamati e sui disoccupati che venivano edificate le dittature. Che tali soggetti erano quelli usati dal potere per edificare stati ove la discriminazione era il grimaldello per schiacciare l’umanità nella sua interezza, questo sono le dittature, lo erano ieri e lo sono oggi.

Sessismo e Razzismo: l’approccio deve essere intersezionale

  • Repubblica nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne scrive:
  • Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, una ogni 15 minuti. Vittime italiane in altissima percentuale ( l’80,2 per cento dei casi) con carnefici italiani nel 74 per cento dei casi. Negli ultimi dieci anni l’atto di estrema violenza sulle donne, il femminicidio, è rimasto praticamente stabile ma è un dato che preoccupa a fronte del fatto che, nello stesso periodo, gli omicidi con vittime di sesso maschile sono diminuiti del 50 per cento.
  • Il sessismo è il razzismo verso le donne, infatti si deve parlare di ginocidio affiancandolo al termine femminicidio, essendo questa una prassi sistemica (in Italia una donna uccisa perché donna ogni 3 giorni e una violenza di altro tipo ad esempio psicologica ogni 15 minuti) rendono questo fenomeno sistematico e prassi consolidata.

Le due tematiche si intersecano ad una terza, quella relativa all’antropocentrismo, l’uomo anche nella scienza ha definito il primato della nostra specie su tutte le altre, pensando di poter usare il pianeta che ospita le differenze senza metterle in competizione per un primato.

I fenomeni sociali discriminatori e gli stereotipi

Molte delle discriminazioni subite dalle persone, si fondano su idee preconcette, ovvero su dei pregiudizi, i pregiudizi non dicono mai il vero sono all’opposto utilitaristici ad affermare delle sacche di potere.

I fenomeni discriminatori sono innumerevoli, e tutti partono da un idea che in sintesi possiamo individuare come segue: “c’è un alto e un basso e l’alto è migliore del basso, sempre e comunque”

e nel basso vanno collocati coloro che non sono funzionali all’idea di alto.

Questa idea produce mostri, reali, per nulla astratti, che si esplicano all’interno della società.

Le forme discriminatorie vengono generalmente divise tra lieve entità e entità grave. Ma se si cambia la prospettiva di osservazione mettendosi nei panni delle persone discriminate e provando empatia per queste, ci si accorge che anche discriminazioni lievi vengono recepite sul piano interiore come traumi.

E un trauma che sia lieve o pesante per essere superato richiede del tempo. Il “non fare agli altri quello che non vorresti ricevere” è un eccellente consiglio.