E se nella società s’invertissero i ruoli di genere? Oppressed Majority un corto di Éléonore Pourriat

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oppressed majority

Lo scopo del cortometraggio Oppressed Majority (realizzato da Éléonore Pourriat) è denunciare il sessismo e gli abusi subiti dalle donne, quotidianamente, nella nostra società.

Il video in Francia uscì cinque anni fa ma subito non ebbe grande rilevanza. Oppressed Majority conobbe il successo in seguito, all’incirca due anni dopo (nel 2014), grazie alla scelta di condividerlo online.

Il cortometraggio nasce da un’idea semplice quanto funzionale: invertire i ruoli di genere (cioè uomo-donna) mantenendo inalterate le caratteristiche della società contemporanea ed immaginare la giornata di un uomo.

Il protagonista è Pierre ed è filmato durante una giornata qualsiasi. Pierre incapperà episodi di sessimo reiterato, i quali seguono un climax ascendente di tragicità. Oppressed Majority affronta gli stereotipi piano piano: partendo da un semplice incontro con la vicina di casa (premurosa, sì, ma solo nei confronti della moglie – nemmeno presente- del protagonista) e raggiungendo il culmine con la scena finale relativa alla violenza sessuale (e conseguente: “Beh in fin dei conti è colpa tua”).

Il cortometraggio che risponde ad una semplice domanda: Oppressed Majority

Oppressed Majority ha di fondo un sarcasmo che lo rende un cortometraggio ancor più efficace. Oppressed Majority fa sorridere, fa incazzare, fa sentire demoralizzati… ma non fa piangere. Non è un cortometraggio strappalacrime, non inneggia alla supremazia delle donne, non ha grandi pretese: è veritiero. Oppressed Majority si limita a rispondere ad una  domanda.

E se i ruoli di genere, uomo e donna, fossero invertiti come sarebbe la società? Come sarebbe la vita di un uomo se si ritrovasse in una società sessista “dominata” dalle donne?

Éléonore Pourriat, riporta il The Guardian, ha affermato d’aver sentito la necessità di realizzare questo cortometraggio dopo una riflessione nata da un avvenimento personale. Secondo la realizzatrice un uomo non può comprendere a fondo, per quanto possa volerlo, quanto sia maschilista la società semplicemente perché non vi è confrontato ogni giorno. Non nelle piccole cose.

È dunque questo quel che prova a fare con il suo cortometraggio: un confronto forzato. Non solo rivolto agli uomini, anzi, perché la denuncia più forte fatta da Oppressed Majority è quella ai comportamenti radicati sia negli uomini che nelle donne. Un fischio per strada a cui, magari, vien anche da rispondere col sorriso ma che è egualmente mercificazione del corpo, e che a ruoli invertiti non avviene; accettare limitazioni alle proprie libertà esclusivamente perché lo vuole l’altro, e via dicendo. Tanti piccoli esempi, fino ad arrivare all’esempio finale.

La realizzatrice in seguito al caricamento del video su internet ha dovuto bloccarne i commenti su youtube, poiché colmi d’insulti misogini: segno che Oppressed Majority ha colpito, a fondo, dove doveva.