ONG e migranti: le accuse di Luigi Di Maio e il rapporto Frontex

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Di Maio ONG

Nelle ultime settimane ha fatto tanto discutere l’intervento critico di Di Maio a proposito delle ONG.

L’accusa mossa da Luigi Di Maio alle ONG operanti nel soccorso dei migranti nel mediteranneo, è quella d’essere complici degli scafisti dunque coinvolti nella tratta d’esseri umani.

ONG Luigi di Maio

Egli, nell’affermare ciò, si basa su di un rapporto (Frontex- Annual  Risk Analysis 2017) dove, a detta sua, sarebbe affermato quanto sopra. In seguito, sempre citandolo stesso, ha definito le imbarcazioni di salvataggio appartenenti alle organizzazioni non governative “taxi del mare”, imputando ad esse l’aumento di sbarchi sulle nostre coste.

Di Maio Frontex ONG

Il rapporto Frontex è consultabile qua, anche se in inglese. E Frontex è pur sempre un’agenzia appartenente all’unione europea, il cui scopo, sebbene (vista l’emergenza mondiale) si sia modificato nel tempo, resta il pattugliamento delle frontiere europee e non il salvataggio. Per quanto forti siano le considerazioni finali fatte da Frontex, è emerso chiaramente che essi non parlano d’un legame diretto fra scafisti e ONG.

Sostengono piuttosto che l’operato delle Organizzazioni non governative abbia anche risolvti nefasti, a loro insaputa, e che porti i migranti (magari anche criminali) ad imbarcarsi su mezzi pericolanti al fin d’essere avvistati e salvati, aumentando così i “rischi”. Il rapporto critica poi la scarsa collaborazione fra tutti gli enti che lavorano nell’ambito del salvataggio nel mediterraneo ed il loro.

Delle accuse vere e proprie verso le ONG (precisando, in un secondo tempo, d’avere soltanto dei sospetti, e, soprattutto, che tali sospetti non fossero rivolti verso qualsiasi organizzazione non governativa), sono state mosse dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro.

“Tra il settembre e l’ottobre 2015 nascono numerose Ong. Cinque tedesche, una spagnola e una maltese, che quindi nascono dal nulla e che dimostrano di avere subito disponibilità di denari per il noleggio delle navi, per l’acquisto di droni ad alta tecnologia e per la gestione delle missioni, che sembra molto strano che possano aver acquisito senza avere un ritorno economico”, fonte

 

ONG e Luigi Di Maio: Tanto rumore per nulla?

 

La sensazione è quella che Luigi Di Maio, per fomentare un certo tipo di elettorato al quale M5S pare voler puntare, abbia enfatizzato una notizia, senza aver cura di verificarla e creando scalpore. Nel farlo ha mosso un’accusa generale, gettando nel calderone un po’ chiunque.

Il che ha dato vita ad un vero “caso” nel web (dalla lite virtuale con Saviano, al social media manager dell’ Unicef).

Saviano Luigi Di Maio ONG

Il giovane politico potrebbe aver semplicemente peccato a causa della fretta: aver sentito una notizia ed averla interpretata a suo modo, senza verificare troppo, ed averla comunicata al mondo per una questione d’impulsività.  Ognuno può trarre le sue conclusioni, e il beneficio del dubbio è giusto darlo a chiunque. Anche a Di Maio.

Seppur il procuratore ha sbagliato nell’essere tanto approssimativo (alimentando il sensazionalismo provocato dalle parole di Luigi di Maio), i suoi sospetti risultano anche verosimili. Le procure di Trapani, Palermo e Catania hanno infatti aperto un’indagine conoscitiva al fin di verificarli. Indagine non conclusa e atta a reperire informazioni: motivo per cui avrebbe potuto attendere prima di renderla nota.  

Su questo punto ha ben parlato Emma Bonino. (Mentre Qui un’intervista a Carmelo Zuccaro).


La tratta di essere umani è una cosa seria (ne abbiamo parlato, per motivi diversi, qui, qui e qui), e nessuno nega comporti un giro di soldi non indifferente nonché il prosperare di attività legate alla criminalità organizzata.

Altrettanto serio è il lavoro di persone che ogni giorno s’occupano di salvare vite nel mediteranneo, la cui trasparenza è sempre stata netta e i bilanci consultabili da chiunque abbia voglia di farlo (e, soprattuto, disponibili online: vedasi emergency, medici senza frontiere e, lo stesso unicef), attaccate ingiustamente nelle ultime settimane.

Nel frattempo, vista la sensibile situazione mondiale, sarebbe forse più opportuno distinguere, avere consapevolezza e un po’ di onestà intellettuale. Per dirla in termini più chiari, e cari, al movimento: “evitare di far di tutta l’erba un fascio”.