Myanmar: i Rohingya scacciati dalle forze dell’ordine birmane

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Rohingya Myanmar

La Birmania (oggi Myanmar) è uno Stato di cui si parla poco nonostante, praticamente, i conflitti tra la minoranza etnica Rohingya e le autorità birmane non siano mai cessati.

Myanmar mappa Rohingya

Certo, è difficile avere occhio per tutto ciò che succede nel mondo, specialmente se da un lato vi sono due potenze mondiali intente a litigare e a minacciare di far scoppiare bombe nucleari ogni tre per due, e dall’altro temibili terroristi pronti a far saltare in aria se stessi .

In Myanmar però sta succedendo un gran casino, le vittime dei conflitti sono sempre più numerose e, a danno dei Rohingya, sta avvenendo una sorta di epurazione etnica.

Chi sono i Rohingya?

Rohingya

I Rohingya sono una minoranza etnica di religione islamica. Alcune fonti sostengono la loro origine sia birmana ( precisamente, verrebbero da Rakhine); secondo altre invece sarebbero originari del Bangladesh (motivo per cui l’idioma da loro utilizzato sarebbe più simile alle lingue parlate in Bangladesh ed India che al resto degli idiomi birmani, d’influenza sino-tibetana), e si sarebbero spostati verso la Birmania durante il periodo di dominio britannico.

I Rohingya sono discriminati da sempre ( addirittura, vengono spesso definiti come una delle minoranze più perseguitate della storia), in Myanmar essi sono soggetti a svariate limitazioni personali: non è loro concesso chiedere la cittadinanza birmana (anzi, da qualche anno sono state ritirate loro anche le carte d’identità temporanee, rendendoli così, a tutti gli effetti, cittadini senza identità nazionale), possedere terre, o viaggiare liberi senza un permesso di circolazione.

Il tutto è stato fatto ufficilamente, dal governo birmano, il quale protegge la discriminazione del popolo Rohingya mediante la legge. La maggior parte dei Rohingya è stata perciò costretta a spostarsi verso le coste del Bangladesh.

A livello mediatico la situazione dei Rohingya cominciò ad essere nota per via dei violenti scontri avvenuti nel 2012; a causa di uno stupro a danno di una ragazza buddhista (imputato a tre ragazzi appartenenti alla minoranza etnica), cominciarono faide e rivolte da entrambe le parti.

La situazione in Myanmar oggi

Rohingya Myanmar

Dalla fine di agosto ad oggi, i ribelli Rohingya e le forze dell’ordine birmane sono stati protagonisti di nuovi violentissimi scontri.

Causa della nuova esplosione del conflitto sarebbero stati gli attacchi perpetuati dai ribelli Rohingya a danno di centrali di polizia e basi militari birmane. Questi avrebbero scaturito la dura risposta oppressiva delle forze di sicurezza birmane, e relativa morte di un’ottantina di ribelli (contro le novanta vittime totali).

I Rohingya sono stati nuovamente costretti a fuggire (di nuovo verso il Bangladesh), chi non parte è perché troppo debole per poter intraprendere il viaggio. Alcuni villaggi sono stati letteralmente evacuati da polizia e militari, i quali hanno costretto gli abitanti Rohingya ad abbandonare le loro case e la Birmania.

Le Monde afferma ci si trovi di fronte ad una situazione di deportazione sistematica, mirata alla completo annullamento della minoranza Rohingya che si trova oggi (oltre che privata di molti diritti fondamentali), privata di una terra.