Il murale di Banksy e Borf in sostegno a Zehra Doğan

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Banksy Zehra Dogan

È dedicato alla giornalista ed artista curda Zehra Doğan il murale realizzato dai due street artist circa tre giorni fa, all’angolo tra la Houston Street e Bowery (Manatthan, NY).

 

È lungo venti metri, le linee rappresentano le sbarre di un carcere e il loro numero è pari ai giorni di prigionia dovuti affrontare da Zehra Doğan fino ad ora. Dietro le sbarre (di cui una a forma di matita), è rappresentato il volto della giornalista.

Banksy ha condiviso, come consuetudine, la sua opera su Instagram, accompagnata dall’hashtag #FreeZehraDogan e dalla didascalia: “Sentenced to nearly three years in jail for painting a single picture”. [fonte]

Chi è Zehra Doğan e la vignetta della condanna

Zehra Doğan è una giornalista e disegnatrice curda, nata in Turchia. Zehra svolge bene la sua professione di giornalista, tanto che nel 2015 vince un premio (il Metin Göktepe), per un reportage sulle donne Yazide sfuggite alla prigionia dell’Isis.

La lotta per la parità dei diritti delle donne, così come la lotta per i diritti umani delle minoranze, sono argomenti che stanno a cuore alla giornalista, che è, infatti, editrice per Jinha. Jinha è un’agenzia di stampa curda, in cui collaborano soltanto donne e il cui fine è cercare di raccontare senza censure ciò che avviene in Turchia.

I problemi con le autorità turche per Zehra Doğan cominciano già nel luglio del 2016, quando viene arrestata con l’accusa di far parte di un’organizzazione illegale ed antigovernativa. I capi d’accusa sono sostenuti da testimonianze basate su una vaga descrizione fisica (una donna piccola con l’anello al naso, probabilmente fa la giornalista), nessuno dei testimoni, comunque, sa indicare il nome della giornalista. Dopo sei mesi d’incarcerazione, il nove dicembre, Zehra Doğan viene assolta.

Zehra Doğan Banksy

Nel marzo 2017 arriva però una nuova condanna, questa volta dovuta ad una vignetta in cui l’artista rappresentava la distruzione di una città curda ( Nusaybin) ad opera delle forze di sicurezza turche. Alle finestre delle case devastate sono appese bandiere della Turchia, questo dettaglio, considerato propaganda terroristica, e la presunta vicinanza con il PKK (il partito dei lavoratori del Kurdistan) sono bastati per rendere effettiva l’incarcerazione di Zehra Doğan[Fonte]

Lei stessa scriverà su Twitter: “ Ho ricevuto una condanna di due anni e 10 mesi solo perché ho dipinto bandiere turche su edifici distrutti. Ma è stato il governo a causare tutto ciò. Io l’ho solo dipinto”. 

Il disegno di Zehra Doğan non è altro che una caricatura di una vera fotografia della città curda di Nusaybin, scattata dagli ufficiali di stato.

Nusaybin Zehra Doğan