La giovane rapper col velo: Mayam Mahmoud

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Mayam Mahmoud

La storia di questa giovane ragazza, Mayam Mahmoud, è uno di quegli esempi concreti del perché la musica (e l’arte) siano davvero importanti e che, i messaggi veicolati tramite essa, siano talvolta fondamentali.

Non vi è niente di straordinario se non fosse per il contesto in cui tutto ciò avviene: Mayam Mahmoud è una ragazza che ama la poesia, ama scrivere e anche cantare. La sua passione per la scrittura nasce fin da quando è piccola, incoraggiata dalla sua famiglia continua a coltivarla. I suoi versi, nel tempo, si trasformano in canzoni rap e Mayam Mahmoud, come qualsiasi altro artista, ad un certo punto, sente la necessità di condividerle e di farsi ascoltare.

Quando si ha l’impellenza di comunicare, purtroppo o per fortuna, è necessario avere un pubblico. Avere un pubblico è difficile, lo è anche in Italia, e lo è ancora di più in Egitto. In particolar modo se sei una donna, scrivi testi di denuncia sociale e lo fai mediante il rap.

Complice il periodo di grande speranza (cioè il 2013, quand’era da poco finita la primavera araba) ed in parte l’occidentalizzazione del mondo (nonché l’avvento dei talent show in Egitto), Mayam Mahmoud coglie la sua occasione.

È da poco maggiorenne quando decide di presentarsi ad Arabs Got Talent (trasmissione televisiva a cui deve la sua celebrità, ormai, mondiale), eppure dimostra capacità e tenacia notevoli. Successivamente, nel 2014, Mayam vincerà il premio del Freedom of Expression Awards (organizzato da Index on Censorship) nella categoria Arti.

La rapper col velo: Mayam Mahmoud

“Una donna spesso tace per paura di essere colpevolizzata, ma goni volta che restiamo in silenzio il problema diventa maggiore. Forse la ragione per cui la situazione è peggiore qui che in altri paesi è perché scegliamo di tacere – e loro pensano di poter far peggio” Mayam Mahmoud [Fonte]

In Egitto (e non solo, purtroppo, in forme più o meno gravi, accade ovunque) la vittima di molestie è -globalmente- considerata colpevole. Le donne molestate tacciono, non trovano la forza di ribellarsi. Mayam Mahmoud denuncia con forza quest’attitudine nelle sue canzoni, sperando che le sue parole possano dar forza di reagire ad altre donne, o anche solo di sentirsi comprese.

A parte gli ovvi oppositori che trovano ignobile che la giovane Mayam si permetta di lanciare determinati messaggi, alle nostre latitudini le è stata mossa la critica di essere comunque appoggiata, per cui d’avere il vantaggio di godere di una protezione per cui, altrimenti, non avrebbe potuto fare ciò che fa.

Io non ho idea di come funzioni Arabs Got Talent e non conosco i retroscena. Sono certa che la televisione funzioni più o meno nello stesso modo ovunque: tramite raccomandazioni ed agenti che decidono, con largo anticipo, le sorti dei concorrenti. Certo la favola si sporca un po’ ma Mayam Mahmoud è sicuramente una donna molto coraggiosa; lo è a prescindere dalle motivazioni della sua partecipazione televisiva.

Il suo resta un grande esempio e un punto di riferimento per le tutte le donne che si ritrovano nei suoi testi. Non da ultimo è altresì importante che colui che ha deciso di puntare su di lei (o il presunto tale), non abbia avuto paura di farlo.

Da noi Mayam Mahmoud è nota soprattutto per il velo, tant’è che è così che è stata soprannominata: “la rapper col velo”. Mayam Mahmoud ha affermato avrebbe preferito fosse stata data meno rilevanza al suo hijab e più alle sue parole, che il suo messaggio potesse superare il personaggio.

LA CANZONE DI MAYAM MAHMOUD: Le parole come pietra

 

Design is not just what it looks like and feels like. Design is how it works.

Girls in our society are divided
Into those who wear the niqab, those who wear the veil
And those who are in between
There are a lot of cases that depend on the girl
How she dresses
And how she looks

But this is not the rule
How can you judge me
By my hair or by my veil?
If one day you look at me
I am not going to be the one
Hiding her/my embarrassment
You cat call and you harass
Thinking this is right not wrong
Even if these are words
This is not the kind of treatment
These are stones

It is not her clothing that is inappropriate or wrong
It’s this way of thinking which is
Sometimes the clothing is too much
But you are the one to blame
One look can be could hurt
And it is not right of you to be staring
You deserve to be slapped twice on the face
Femininity in Egypt is divided into two parts
There is a difference between what men and women consider
And both are wrong

Who said that femininity is about dresses
Femininity is about intelligence and intellect
It is also about the way she was raised
And her religiosity
Girls have lost confidence in themselves
Now she puts in makeup
And dresses in different colours on top of each other
The problem is not with the girl
The problem is with the society that influences the girl every second

If you ask girls if they have good taste in dressing
They will say yes we have
But our lives can not be described
Our lives have become very materialistic
And everyone wants something that would endure
You get what you pay for
The expensive things are better than the cheap.

 

[Fonte] [Per una traduzione parziale del testo di cui sopra, si può andare qui ]