Lo stupro è peggio solo all’inizio: mediatore della Lai-Momo licenziato

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Lo stupro è peggio

Lo stupro è peggio solo all’inizio poi la donna si calma, vi ricorderete questo commento espresso da un mediatore, Abid Jee, mediatore culturale 24enne di Crotone della Lai-Momo, in merito ai fatti di Rimini.

Ebbene c’è una svolta.

Lo stupro è peggio solo all’inizio: mediatore della Lai-Momo licenziato

Dopo aver espresso il terribile commento, il mediatore ha avanzato giustificazioni con la cooperativa ‘Lai-Momo’ che le ha respinte e lo ha licenziato.

Il presidente Andrea Marchesini Reggiani ha così commentato:

“Abbiamo operato nel pieno rispetto della procedura prevista dalla legislazione sul lavoro, senza cedere alle sollecitazioni, spesso rivolte con un linguaggio offensivo e talvolta minaccioso, di chi ci invitava a ricorrere a modalità meno corrette e rigorose.

Dal giorno dopo la pubblicazione del commento il dipendente è stato sospeso e non ha più lavorato in nessuna delle strutture gestite da Lai-momo.

Dopo una settimana nell’occhio del ciclone in cui siamo stati oggetto di attacchi pesanti, tutti noi dobbiamo ricominciare a lavorare nella normalità dell’impegno quotidiano”.

A chiedere “seri provvedimenti” era stato anche l’assessore al Welfare del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo, a seguito del commento di Abid Jee che era stato inizialmente sospeso.

Lo stupro è peggio solo all’inizio: il commento fa esplodere fb

“Lo stupro è peggio ma solo all’inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale” questo è il riassunto dell’infelice commento che è stato postato dal mediatore e poi cancellato poco dopo.

Troppo tardi. Gli utenti di fb hanno letto e si sono inviperiti partendo all’attacco.

Silvia Festi, responsabile dell’area sociale della cooperativa aveva così commentato:

“Abbiamo verificato e confermiamo che il profilo Facebook corrisponde a un nostro dipendente, stiamo prendendo i provvedimenti conseguenti, confidiamo di potervi aggiornare nel merito nel pomeriggio.

Al di là di ogni ferma condanna morale già espressa, riteniamo che questo comportamento abbia danneggiato gravemente la nostra immagine e abbiamo preso fermi provvedimenti, in base a quanto consentito dalla legge.

Nel rispetto delle disposizioni vigenti e del contratto nazionale delle Cooperative sociali, infatti, abbiamo avviato oggi una procedura disciplinare e contestualmente abbiamo sospeso il dipendente in via cautelativa da ogni attività lavorativa”.

La frase choc continua a fare il giro del web.