Ore di tensione a Torino, petardi contro il villaggio dei profughi

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Davanti all’ex Moi di via Giordano Bruno a Torino si sono radunate un centinaio di persone che hanno cominciato a inneggiare il grido “Italiani razzisti”, trasformatosi presto in coro. Si tratta degli immigrati che abitano tra le palazzine dell’ex villaggio olimpico, da tempo occupate e la cui presenza ha portato qualche scompiglio tra gli abitanti del quartiere. Dopo alcuni episodi accaduti per l’irruenza degli immigrati in alcuni locali vicini, la notte del 24 novembre sono stati lanciati dei petardi contro l’ex villaggio olimpico e gli immigrati il giorno dopo sono scesi in strada a protestare. Tra i danni si contano l’abbattimento della segnaletica stradale di via Giordano Bruno e alcune macchine in sosta sono state prese di mira. I residenti della zona hanno dato l’allarme e così sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia, che sta cercando di tenere sotto controllo la situazione.

La tensione sociale è alle stelle e si teme il peggio. I profughi dicono di essere spaventati e mostrano le tracce lasciate dalle fiammate delle bombe carta sui muri e sulle porte. Chi ha lanciato i petardi ovviamente si è dileguato ma la polizia indaga e ha scoperto che gli ordigni sono due, confezionati all’interno di due barattoli di latta. Un giovane profugo ha raccontato che verso le 23 della sera precedente sono scese delle persone da tre auto con il volto coperto che urlavano: “Negri di merda, scimmie, andatevene”. Il ragazzo, che tremava tutto mentre raccontava l’episodio, ha continuato dicendo che si sono avvicinati al palazzo e poi ci sono state due esplosioni. Il panico ha assalito la gente che scappava da ogni parte, ma altri episodi hanno peggiorato la situazione. Un gruppo di profughi è stato infatti aggredito verbalmente da un gruppo di italiani mentre stava facendo la spesa.

Gli uomini della digos stanno cercando di riportare la calma nella zona per procedere il piano di sgombero come è previsto dai vecchi programmi e ci sarà un vertice in procura per discutere se è preferibile rinforzare il presidio delle forze dell’ordine all’ex Moi, in modo da evitare incidenti prima che si compia il trasferimento.